Parco misto pubblico, Roma (RM) - Lazio

Progettato da Raffaele de Vico, il parco fu inaugurato con il nome di Parco Virgiliano nel 1930, in occasione del bimillenario della nascita del poeta latino. Questo parco costituisce uno dei punti d'incontro preferiti per gli abitanti dei quartieri circostanti, poichè riesce a coniugare le esigenze di un parco "di quartiere", dotato di attrezzature per il tempo libero e di giochi, con una semplice ma raffinata progettazione ispirata a modelli paesistici e naturali. L’ampio stradone principale percorre il perimetro del giardino e si articola con tre viali minori che collegano l'area per i giochi dei bambini, a nord, e quella per il caffè e il concerto all'aperto, dal lato opposto. Il piazzale a sud è caratterizzato da un laghetto di forma irregolare, in asse con uno chalet rustico costruito adibito a punto di ristoro.
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Indirizzo Via Nemorense, 41 Roma (RM) - Lazio Accessibilità sì -
Telefono +39 060608
Sito Web Parco “Virgiliano” o Nemorense

Il giardino è oggi colpito dal lento e progressivo depauperamento degli impianti arborei originari, nonostante i diversi interventi di recupero vegetazionale operati tra la metà degli anni Ottanta del secolo scorso ed oggi. Sono stati ripavimentati i viali e reimpiantati alcuni esemplari di tigli, posti nel grande viale che collega, nella zona pianeggiante del parco i due ingressi principali, oltre al alcuni interventi di restauro degli arredi, come le due fontanelle con mascheroni in marmo e la scalinata a doppia rampa del Belvedere, quest'ultima oggi purtroppo nuovamente in uno stato di estremo degrado. Nel corso degli ultimi decenni, alcune strutture talvolta mobili talvolta permanenti, comunque recintate, sono state collocate nell'area lungo via Nemorense, destinate a giuochi per l’infanzia, mentre verso via Martignano sono stati realizzati due campi di bocce. Del tutto avulsa è l’area temporaneamente occupata dall’AMA nell’angolo della villa posto tra via Lago di Lesina e la stesa via Martignano, per la quale sarebbe auspicabile una rapida dismissione, che consentirebbe un recupero vegetazionale di una zona significativa del parco.

Strutture architettoniche

Chalet
Fontanella
Mascherone
Scalinata
Laghetto.

Notizie storiche

Il Parco Nemorense fu realizzato nel 1930 su un’area facente parte in origine di una vigna del Collegio Irlandese, confinante con la distrutta villa Lancellotti. Il nuovo spazio verde fu ideato da Raffaele De Vico a servizio della zona residenziale, sorta tra l’antica via Salaria e il nuovo asse viario costituito da via Po, via Tagliamento e via Nemorense, e dedicato a Virgilio nel bimillenario della nascita del poeta. Il progetto di Raffaele de Vico coniugava le esigenze proprie di un parco di quartiere con una semplice ma raffinata progettazione ispirata a modelli paesistici e naturali, con l’inserimento di elementi desunti dalla tradizione barocca. Rispettando la morfologia naturale del terreno, che presentava un dislivello di poco più di otto metri, il parco si sviluppa su un’area di circa quattro ettari, compresa tra le vie Nemorense, Lago di Lesina, Martignano e Panaro. Il progetto originario prevedeva una distribuzione di viali che distingueva e collegava le zone con diverse destinazioni: l’ampio stradone principale carrozzabile percorreva il delimitare del parco lungo la scarpata sud, e si articolava con tre viali minori che univano l’area ghiochi, a nord, a quella per il caffè e il concerto all’aperto sul lato opposto. Lungo l’asse trasversale un doppio filare di lecci conduceva ad una fontana con cascatelle in forme barocche, ispirata al modello di Villa Lante a Bagnaia, mai realizzata. Il piazzale a sud era caratterizzato da un laghetto a roccaglie di forma irregolare, in asse con una cavea per i concerti, anch’essa non realizzata, al cui posto fu invece costruito, nel 1933, uno chalet rustico di forma pentagonale adibito a caffè. Un sistema di doppie rampe curvilinee e simmetriche, desunto da modelli barocchi, risolvevano felicemente il dislivello della scarpata verso largo Volsinio. Due belvedere erano posti al termine del viale trasversale, su via Panaro e in asse con il piazzale su via Panaro. Sulle scarpate laterali verso via Nemorense erano previsti boschetti di conifere, mentre lecci lauri e ligustri erano destinati all’area giochi, e infine piante grasse nelle roccaglie del laghetto. De Vico adottò inoltre un sistema di ordini arborei di differente altezza, per ribadire la gerarchia dei viali. Secondo tale accorgimento il viale principale era segnato da un doppio filare di alti tigli, così come il viale che inquadra prospetticamente il laghetto è fiancheggiato da alti pini, mentre i viali secondari sono delimitati da lecci e prunus pissardi. Nel corso degli anni Trenta del Novecento il giardino fu ampliato verso sud-est allo scopo di costruire una palestra per la Gioventù Italiana del Littorio, ma i lavori non furono mai realizzati e la concessione per l’edificazione fu revocata nell’immediato dopoguerra.

Epoca

XX

Progettisti ed esecutori

De Vico Raffaele (progettista)

Bibliografia

Marignani E., Parchi e giardini pubblici del Governatorato nell'anno VIII, in "Capitolium", VII, 1931, pp.105-106
De Vico Fallani Massimo, Raffaele de Vico e i giardini di Roma, Firenze 1985, pp.85-89
Campitelli Alberta, La politica del verde, in L. Cardilli (a cura), Gli anni del Governatorato (1926-1944). Interventi urbanistici, scoperte archeologiche, arredo urbano, restauri, Roma 1995, pp.165-168
Santese Bianca Maria, Parco Virgiliano in via Nemorense, in Thiery A. (a cura), Roma Salaria. La città delle Ville, Roma 2001, pp.120-122
Santese Bianca Maria, il Parco nemorense o Virgiliano, in Campitelli Alberta (a cura di), Verdi delizie. Le ville, i giardini, i parchi storici del Comune di Roma, Roma 2005, pp. 120-121.

Superficie

4 ca. ha

Mappa

Come arrivare



Condizione giuridica

Proprietà Ente pubblico territoriale

Provvedimento di tutela

D. Lgs. 42/2004