Parco di sculture, Colorno (PR) - Emilia-Romagna

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Indirizzo piazza Garibaldi, 26 Colorno (PR) - Emilia-Romagna Accessibilità sì -
Telefono +39 0521 312545
Sito Web Palazzo Ducale di Colorno

Si deve all’ambizioso figlio di Ranuccio II Farnese, Francesco, salito al trono nel 1694, e alla sapiente regìa di Ferdinando Galli Bibiena, architetto e scenografo bolognese, la trasformazione del palazzo suburbano di Colorno in sfarzosa residenza di delizia. Qui, a partire dal 1697, prese forma un giardino di sculture, parterre, fontane e giochi d’acqua testimoniati dalle splendide incisioni della Delizia farnesiana a Colorno (1726 c.), preziosa fonte iconografica di circa 20 vedute e dettagli delle singole parti del giardino. Nel parco, che in origine penetrava nella campagna per oltre 4 chilometri, vi erano la grotta magica, varie fontane alimentate da complessi sistemi idraulici creati dall’ingegnere Jean Baillou, un anfiteatro di agrumi e, nel giardino basso, si dipartiva un ventaglio di viali verso la campagna e il bosco di caccia. All’invenzione progettuale di Bibiena, documentato a Colorno dal 1699 al 1707, si devono un recinto in muratura come spalliera per gli agrumi, la fontana (1701), i parterre fiancheggiati da due pergolati convergenti e il potager (1706-07); gli sono inoltre attribuiti l’anfiteatro di agrumi, l’aranciaia, la torre delle acque e lo scalone tra giardino e piano nobile del palazzo. Un’impostazione scenografica aveva anche la patte d’oie di viali che si dipartiva dall’orangerie verso il bosco di caccia (1710-13). Echi della cultura berniniana e delle scenografie del barocco romano sottendono l’impostazione planimetrica del giardino bibienesco all’interno del quale, nel 1711, iniziò una seconda fase di lavori diretti dallo scultore carrarese Giuliano Mozzani, al quale si deve la fontana del Trianon, scenografico fondale dell’asse trasversale; altra fontana era quella installata nella grotta del giardino segreto del duca (1716-17). Dal 1718 nel giardino ducale si moltiplicarono fontane, giochi d’acqua e automi che complessi congegni idraulici ideati da Baillou; Francesco Bianchini, archeologo e astronomo, autore della meridiana di S. Maria degli Angeli a Roma, ne ideò una anche a Colorno. Nel giro di un solo lustro il giardino subì una terribile decadenza causata dall’estinzione della casata Farnese nel 1731, da mancata manutenzione e dagli eventi bellici. Nel corso della seconda metà del XVIII secolo, prima dell’arrivo a corte dell’architetto lionese Ennemonde Alexandre Petitot, il giardino fu oggetto di consistenti modifiche volte a enfatizzarne il carattere ‘alla francese’. Durante il ducato di Maria Luigia d’Austria (1815- 47) se ne occupò Karl Barvitius, membro della Società londinese di orticultura, cui si deve l’impianto paesaggistico (1816-20). Nel 1864 il parco fu alienato; nel Novecento ha conosciuto un progressivo degrado, fino al recente intervento di restauro (1998-2000) che ha inteso riportare all’antico splendore questo luogo di delizie.

Strutture architettoniche

Anfiteatro
Bosco
Fontana
Giochi d'acqua
Orto
Parterre.

Epoca

XVII; XXI

Progettisti ed esecutori

Ferdinando Galli Bibiena

Bibliografia

Coccioli Mastroviti Anna, Palazzo Ducale di Colorno, in L'Italia dei giardini. Viaggio attraverso la bellezza tra natura e artificio, Milano, Touring Editore, 2016, pp. 149-150.

Mappa

Come arrivare



Condizione giuridica

Proprietà Ente pubblico territoriale

Note

Agrumi.